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Diario tra le sabbie 2005

Biros,Pablito,Scal,Nello,Silan.... e il Deserto... (racconto by Scal)
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La Partenza

LA PARTENZA E ARRIVO A DOUZ

Carico com’è di sogni, di timori, di eccitazione , il giorno della partenza  ha sempre un sapore speciale. E’ il giorno in cui vada come vada il dado è tratto. Avrò con me tutto il necessario? La moto sarà davvero a posto? Avrò preparato tutte le cose che il gruppo si aspetta da me? Non c’è più spazio per i dubbi, relegati nel limbo dei timori, ma solo la consapevolezza che nello stesso momento i miei compagni di viaggio stanno eseguendo gli stessi riti, gli stessi movimenti, con le stesse aspettative.
Il gruppo. Siamo in cinque questa volta. Io (Biros), KTM 450 exc , Pablito, DRZ S , Scal,KTM 400 exc , Nello, DRZ E  e Silan con Yamaha 400.
Nello e Silan non li conosco, neanche Scal li conosce ma a sentire Pablito dovrebbero essere due ragazzi a posto, in gamba, cosi dice lui.
Ci incontriamo sul molo di Civitavecchia in quattro mentre Scal  “Il comodo”, ci raggiungerà la sera dopo a Tunisi in aereo.
Prima presa di contatto.  

Nella foto a lato i due nuovi amici.
Nello, a dx, , in arte Stefano e nella vita soloendurista, è persona serissima, di poche ma lucide parole, mi da subito un’ impressione di grande affidabilità. Silan, a sx, detto U’Dario, è un ragazzo vivacissimo e la sua simpatia è pari alla sua loquacità. Nella foto, ormai a bordo della nave verso Tunisi, Dario non riesce a staccarsi dalla sua moto. Rimarrà cosi per tutto il viaggio!! Una forza. Pablito e Scal  sono nostre vecchie conoscenze.  Ci ha unito la passione per la strada, ora si è rafforzata nella polvere. Sulla nave il tempo è sospeso. Una parentesi che divide due mondi. Forse è giusto darsi questo tempo. La catarsi dai ritmi occidentali richiede anche la noia e, forse, è lei la vera chiave del passaggio a sud. Passata rapidamente la dogana (per i timbri oltre due ore…) ritroviamo Scal all’aeroporto e a mezzanotte inoltrata ci spariamo Tunisi – Douz in un botto. Cosi verso le otto del mattino siamo finalmente al Paradise Hotel. Nella foto, ormai all’alba, siamo vicini a Douz Il resto sono solo ansie, verifiche e preparativi finali. Nella foto Dario affida a mani “esperte” la sua motina per cercare di alzare il manubrio di qualche cm. Dovrà poi intervenire Scal per rimediare alla leggendaria precisione dei meccanici di Douz.

MANNAGGIA AL DESERTO DELLA PORTA ACCANTO.
Eppure a scuola e a casa me lo avevano insegnato. Mai accettare le caramelle dagli sconosciuti. Ho sempre una preoccupazione in testa. La serie di wpt che abbiamo sarà sufficiente?  Ma si che bastano. In fondo manca solo la tratta El Borma – B. El Kadra (decine e decine e decine di km di puro deserto) che però guardando le carte e foto satellitari è una linea retta con direzione circa 167 gradi Nord. Se imposti questo angolo ci arrivi! Ma più dell’angolo mi convince la presenza del fido Mohammed, nostra guida per il secondo anno di seguito. Ormai ci siamo, la sera prima del grande raid ci sediamo attorno al tavolo e ci scambiamo tutti i punti, tutti i percorsi e finiamo di caricare i nostri fidi gps compresa la tratta che faremo domani. Iniziamo leggeri. Un percorso defaticante. La diretta Douz- Ksar Ghilane. Nella serie di foto sotto gli ignari ed ignoranti viandanti si dirigono felici verso il cafè du Desert. Non possono immaginare cosa li attende!! Dopo il Cafè du Desert decidiamo di precedere Mohammed a K.Ghilane, tanto abbiamo inserito nei gps i wpt della pista e niente può andare storto!! Procediamo spediti e sicuri, il vento in faccia e la sabbia nelle mani….guidare quaggiù è esaltante come la natura che ci circonda. Una sosta e confrontando dove siamo con dove dovremmo essere, decidiamo di tagliare per le dune e  riprendere la rotta gps che abbiamo lasciato ad alcuni  km da noi. Dovevo incominciare già allora ad insospettirmi.

2a Parte

Quei tre – quattro km non sono affatto facili, non mi ricordavo in quella zona rogne del genere lungo la pista. Arriviamo comunque al wpt di ricongiungimento. Bene.
Si prosegue verso il prossimo wpt. Che strano però. Il posto non ha l’aria di essere molto trafficato, non almeno per quanto ti aspetteresti sulla diretta. Vedo solo rare, rarissime tracce di veicoli che sono passati di li.Inoltre la difficoltà si mantiene alta, a tratti esagerata. Arriviamo con un po’ di preoccupazione al wpt successivo. Di fronte ci attende il prossimo, ulteriore wpt. Sono sbigottito. Non posso crederci. Non voglio credere che il gps mi dica di andare in quella direzione. Davanti a noi è la rappresentazione fisica, concreta, della parola caos. Un oceano di dune, alte, basse, a catino, senza sosta, vicine, vicinissime, in tutte le direzioni e il caldo morde cattivo ora che sulla moto le ore cominciano a diventare troppe. Anche gli altri gps dicono la stessa cosa. Una sorta di congiura satellitare è in corso??
Incomincio a sospettare che ci sia qualcosa che non va nei nostri wpt. Come cavolo li avevamo avuti quei wpt ??? Dobbiamo riposare mentre nel frattempo Dario, U’Dario la Forza, si avventura nei dintorni alla ricerca delle tracce di cui ora non c’è più segno.
Ne trova alcune molto labili. Dobbiamo decidere. Non manca molto al calare del sole e la benzina per alcuni di noi comincia ad essere un problema. Torniamo sui nostri passi o cerchiamo di arrivare a K-Ghilane che dista in linea retta una trentina di km? Un rigurgito di orgoglio di gruppo e la decisione è bella che presa. Si prosegue alla ricerca dell’oasi sperduta!! E di fatti ci perdiamo per la terza volta. Proseguiamo il più possibile in linea diretta verso la meta ma ormai non abbiamo più tempo. Il sole ci abbandona e mancano ancora 27 km alla meta.
E’ buio.
Accidenti se è buio nel deserto. Siamo soli, noi e le nostre moto. Una è pure in riserva e un’altra ci stà arrivando. Ad acqua non stiamo meglio, rimane solo la mia borraccia di riserva per tutti e cinque. E poi farà freddo, molto freddo e non abbiamo nessun indumento con noi oltre alle magliette che indossiamo.
Che situazione del caxxo!!
Perfino ridicola se pensiamo a quante persone trafficano quei luoghi per raggiungere Ksar Ghilane!!! Sembra proprio che dovremmo rassegnarci a passare la notte li, dove non so dove sia se non per degli strani numeri che chiamiamo coordinate NE. Pablito dorme sfinito, Scal non sembra stare molto meglio ma da qualche parte ha delle riserve segrete, Dario sarebbe in grado di fare quello che vuole ma ha finito la benzina e non ha nozioni di gps (meno male visti gli esiti…) , Nello non vuole rassegnarsi al fato e continua a ripetere che non ci sta!!
Io sono indeciso e incazzato nero.
Ho l’impressione di essermi perso in un bicchier d’acqua e di essere finito in questa situazione in un modo troppo stupido per essere vero.
Che fare?
Accettare la proposta di Nello di proseguire di notte con lui nel deserto cercando di raggiungere Ksar Ghilane e  lasciando gli amici ad aspettare poi il nostro ritorno con i soccorsi (ammesso che ci riusciamo) o rimanere li, al freddo, affamati, assetati, ad aspettare l’alba?
E se poi, come molto probabilmente succederebbe, ci perdiamo?
Ma oggi, mannaggia,  non dovevamo solo divertirci??????
Che razza di decisioni ci tocca prendere quando meno te lo aspetti!
Va be, partiamo nella notte.
Nello ha dei bei fari e apre la pista, io seguo poche decine di metri dietro.
Non è cosi terribile guidare di notte (a fari spenti…no, quella è una vecchia canzone..) tra le dune, gli equilibri sono gli stessi, manca solo il senso dello spazio, si è come in una piccola cellula di luce confinata, oltre la quale è il nulla del buio totale.
Concentrati sugli imprevisti non è facile darsi una direzione ma ci sono tracce ed è un buon segno.
LA FORTUNA ESISTE, IL CULO PURE!! ED ENTRAMBI, ASSIEME,  A VOLTE RIMEDIANO ALL’IDIOZIA DEGLI UMANI. 
Ora ne sono certo. Perché solo di quello si tratta.
Alcuni km dalla nostra partenza, dopo aver scollinato una duna più alta delle altre scorgiamo in distanza una figura umana che si agita verso di noi.
Siamo salvi!!
Il proprietario del Cafè du Grand Erg ci stava aspettando, messo in allarme dalla nostra guida che nel frattempo aveva mosso mari e monti per cercare di ritrovarci .
E cosi dopo due ore arrivano i nostri e vanno a prelevare il resto del gruppo.
Poi tutti di corsa a Ksar Ghilane attesi da tutto il popolo locale che naturalmente era al corrente del nostro smarrimento.
E cosi la giornata defaticante ha avuto la sua fine.
Ho ricostruito a posteriori il percorso fatto e quello teorico che avremmo dovuto seguire in base ai wpt caricati. Ebbene, i wpt caricati erano la traccia della micidiale direttissima che solo pochi pazzi osano fare a loro rischio e pericolo. Una variante suicida.
A proposito di caramelle, voi ne accettate ancora dagli sconosciuti?

 

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